Bruno Verdi: cuore, passione e testa.

Nel nostro percorrere le strade dell’Oltrepo’ abbiamo avuto la fortuna di visitare a Canneto Pavese un’affascinante e storica cantina, la Bruno Verdi. Sono ormai  numerose le generazioni della famiglia che  si sono succedute nella gestione delle terre di famiglia : ora tocca a Paolo, figlio di Bruno,  che fu il primo Verdi ad imbottigliare e a “brandizzare” le bottiglie . 

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Paolo Verdi, attuale proprietario ed enologo della storica cantina di famiglia, Sara Donnini, il nostro sommelier.

I vini di Paolo Verdi sono ormai una firma d’autore per il territorio pavese e il Cavariola rappresenta un cru d’eccellenza di una cantina che fa della lotta integrata in vigna una caratteristica della propria produzione. Alla vigna Cavariola, si aggiungono anche la vigna Casa Zoppini, la vigna Campo del Marrone, la vigna Chiozzo e la vigna Costa. 

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La “Memoria storica “della Bruno Verdi

Come potete ammirare nella foto sopra, l’azienda fa dello studio e dell’analisi della propria produzione, un modus operandi da seguire con meticolosità ed impegno. Nella cantina a piu’ livelli, è infatti presente una vera e propria banca dati ovvero un rigoroso archivio della produzione storica che rappresenta davvero la memoria storica della Verdi. 

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La cantina attuale conserva ancora i locali della primissima cantina dei Verdi, ove sono sistemate le botti in rovere francese per la maturazione di alcuni vini rossi. 

A sinistra si possono ammirare le bottiglie di spumante adagiate in affinamento “sui lieviti”. A destra una bottiglia capovolta dove si puo’ ben notare la presenza dei lieviti stessi. 

Abbiamo avuto il piacere di degustare un vino pluridecorato e che rappresenta davvero la firma principale e distintiva della Bruno Verdi, ovvero l‘Oltrepo’ Pavese Rosso Cavariola Riserva 2012: 55% croatina, 25% barbera, 10% ughetta, 10% uva rara. L’alcol lambisce i 14.5%, il colore è un rosso davvero intenso, con sentore chiari di frutta e confettura di prugne è un vino certamente vigoroso ma ben equilibrato con tannini evidenti ma eleganti. Piu’ di venti mesi in barrique di rovere francese e un anno in cemento. ma non è finita qui….perchè l’affinamento prevede ancora altri 8 mesi in bottiglia. L’abbinamento con il cibo va verso una pasta con ragu’ di selvaggina. 

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Paolo Verdi e Sara Donnini in sala di degustazione

Ottima poi anche la degustazione dell’Oltrepo’ Pavese Metodo Classico Extra Brut Vergonberra 2010: Pinot nero 70%, Chardonnay 30%. Paglierino vivace dal perlage nobile con note di melone, mandorle e gelsomino. Freschezza e sapidità ben presenti. Affinamento 8 mesi in cemento e barrique e poi un lungo percorso “sui lieviti” di 42 mesi. Consigliamo l’abbinamento un risotto con panna e zucchine. 

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Vorremmo davvero inserire la Bruno Verdi  tra le aziende con cui collaboreremo per le degustazioni di Fulmini di Vino – Wine Club. Come sempre comunicato, le aziende descritte qui nel blog, potranno essere degustate alle serate del Wine Club che si terranno a Milano presso Lounge Bars/Hotels/Ristoranti amici. Chi volesse avere piu’ informazioni sui vini presentati, contatti subito i Fulmini alla seguente mail: s.donnini@fulminidivino.com oppure tramite la nostra pagina facebook  https://www.facebook.com/fulminidivino.

Un sentito ringraziamento a Paolo ed Enrica Verdi  per l’accoglienza professionale. 

 

 

 

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