Scoprire il mistero dell’etichetta del vino

L’etichetta è la carta d’identità di un vino, è il “documento” che ne certifica i requisiti legali per essere commercializzato, un vero e proprio dashboard per chi intende acquistare una bottiglia di vino. Ma anche un’immediata emozione da vivere, un biglietto da visita che ci indica l’esperienza che stiamo per consumare, talvolta anche una rappresentazione artistica: quante  etichette, piu’ o meno prestigiose, progettate e disegnate da famosi uomini d’arte come Mirò, Matisse e Picasso.

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Le prime etichette sono state introdotte dai Fenici e dai Romani, sotto forma di sigilli che venivano utilizzati per identificare le anfore. Nel Medioevo possiamo trovare già delle placche di madreperla, avorio o porcellana sulle quali veniva inciso il nome del vino e che venivano successivamente appese con catenelle ai vari contenitori di terracotta.

Ma le prime vere e proprie etichette di carta risalgono intorno al 1750 dai produttori di Champagne, in particolare la Moet & Chandon: rigorosamente hand-made.  Si diffusero poi in Germania e in Portogallo.

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La regolamentazione stabilisce che in etichetta devono comparire alcune indicazioni obbligatorie ed altre facoltative; in particolare:

OBBLIGATORIE

  • Designazione della categoria del prodotto vitivinicolo (vino, vino spumante, vino liquoroso, ecc)
  • Nome ed espressione della Denominazione di Origine Protetta o Indicazione Geografica Tipica in aggiunta o in sostituzione dei termini DOP e IGP, la menzione tradizionale DOC e DOCG o IGT solo per i vini Denominazione di origine
  • Titolo alcolometrico volumico effettivo espresso in % vol
  • Origine e provenienza, annata delle uve (solo per le DOC e DOCG) di cui almeno 855 provenienti dalla stessa annata.
  • Nome, marchio indirizzo imbottigliatore e dell’eventuale importatore
  • Tenore zuccherino, ma solo per i vini spumanti
  • Indicazione relativa alla presenza di allergeni e anidride solforosa
  • Lotto di confezionamento e quantità recipiente

FACOLTATIVE

  • Varietà delle uve
  • Utilizzo di termini come abbazia, castello, riferimenti del’azienda agricola ma a condizione che le operazioni di trasformazione delle uve avvenga nella zona menzionata – solo per i vini a Denominazione di Origine.
  • Informazioni relative al metodo di invecchiamento
  • simboli comunitari della DOP/IGP
  • Riferimenti per il metodo di produzione per i vini spumanti DOP/IGP
  • Indicazioni relative alle unità geografiche più piccole della DOP/IGP

 

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Quindi cari fulmini di vino, occhio all’etichetta. Prima di compiere alcun acquisto o aprire qualsivoglia  bottiglia, perdete qualche minuto nella consultazione della stessa. Nel caso aveste dei dubbi o mancanza d’informazione, non ci resta che consigliarvi di seguire il blog con assiduità e utilizzare i motori di ricerca interni: la funzione CERCA e il nostro ARCHIVIO. 

 

 

 

 

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