Dove nasce la leggenda Champagne… Dal frate Dom Perignon al Brut Nature

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La nascita dello Champagne è avvolta da misteriose narrazioni. Taluni parlano delle truppe di Giulio Cesare (I sec a.C) altri affermano che la coltivazione venne introdotta, precedentemente, dai coloni greci di Marsiglia. Gli storici sembrano dar maggior credito a quest’ultima tesi. Quante persone conoscete che sanno localizzare con precisione la terra di Champagne?

Localisation_Europe_Champagne

E’ un area nel nord est della Francia  tra le montagne di Reims e la Valle della Marna, tra la Côte des Blancs e alcuni territori dell’Aube e de la  Côte des Sèzanne. Terre di pinot noir, di pinot meunier e di chardonnay, uve pregiate diventate leggenda grazie anche ad una macchina del marketing sensazionale.  La nostra favola inizia all’incirca nell’Alto Medioevo  quando vicino a Reims si produceva un vino, ancora privo di schiuma, cosi tanto pregiato e ricercato da usarsi durante la celebrazione dell’Eucarestia e da trovarsi sulle tavole piu’ nobili di Francia ma la leggenda vera nasce con una figura quasi mitologica ai nostri occhi:  il celeberrimo frate Dom Pérignon (1639 – 1715). Il religioso, che peraltro era astemio,  misteriosamente trasformo’ la naturale effervescenza dei vini di Champagne, da difetto a grande pregio. Chiaramente materia di disaccordo tra gli storici… Cercando di fare una sintesi tra le innumerevoli interpretazioni storiche, oggi la posizione che gode di maggior credito ritiene che il nostro mitico frate ebbe la grande intuizione  di codificare una serie di passaggi fondamentali : oggi si da per scontato che  l’abate comprendesse che quel  pinot che invecchiava male nelle botti e che faceva  esplodere tante bottiglie subiva un processo di rifermentazione, provocato probabilmente da semplici errori nella vinificazione. Il suo vero merito fu quello, appunto, di codificare la gestione di questo processo. Gran conoscitore di uve, inizio’ a sceglierle stabilendo precise proporzioni da rispettare  preferendo una  spremitura dolce che portava ad avere un mosto chiaro anche se da uve a bacca nera. Tutte tecniche che ancora oggi sono dogmi da rispettare nella vinificazione. All’abate si attribuisce anche l’utilizzo del mitico tappo di sughero. Senza il cui esplodere, il mito della champagne, non sarebbe probabilmente un’icona della bella vita. Nel 1728 in inizia ufficialmente il mercato dello Champagne: per decreto reale a firma di Luigi XV, si  autorizza il trasporto dello Champagne in panieri da 50 e 100 bottiglie. Comincia così la commercializzazione del vino “pétillant”, da subito molto apprezzato a corte: si narra della passione di  Madame de Pompadour. Dopo la Rivoluzione Francese, lo Champagne diventa appannaggio di grandi famiglie,  acquisendone il blasone. Tale passaggio viene considerato come il vero acceleratore del successo internazionale. Aziende nate nel XVIII secolo sono ancora attive e la loro fama è globale: Clicquot, Moet, Ruinart, Jacquesson ed Heidsieck. Altre aziende appaiono nel corso dell’800:   PA Mumm Giesler e Co (fondata nel 1827 a Reims da due tedeschi), Pommery e Greno.

L’area della Champagne beneficia di condizioni ambientali ottimali grazie ad una latitudine che genera un clima freddo che risulta enormemente decisivo sulle caratteristiche del vino. Le basse temperature autunnali e invernali provocavano un’interruzione della fermentazione alcolica inibendo l’azione dei lieviti e mantenendo un grado zuccherino elevato.

Classificazione

L’attuale regione della Champagne conta circa 15.000 viticoltori che conferiscono le uve a 110 Maison de Champagne. Molti di questi, oltre a vendere le proprie uve alle maison, mantengono una parte del raccolto per produrre il proprio Champagne e spesso i risultati  sono straordinari. I comuni della regione sono classificati in tre categorie: Grand Cru (100%), Premier Cru (90-99%) e Cru (80-89%). Il valore percentuale si riferisce al valore commerciale delle uve in base al prezzo stabilito per le uve della Champagne. Questo significa che le uve coltivate in un comune Grand Cru – la cui classificazione è 100% – verranno pagate il prezzo stabilito. Le uve provenienti da un comune è classificato come 85%, saranno pagate per l’85% del prezzo stabilito. Quindi se il prezzo delle uve è fissato, per esempio, a € 10, le uve provenienti dai Grand Cru saranno pagate € 10, mentre quelle provenienti dai comuni a 85% saranno pagate € 8,50. Attualmente solamente 17 comuni sono classificati come Grand Cru, 41 come Premier Cru e i restanti 255 come Cru. I 17 Grand Cru della Champagne sono: Louvois, Bouzy, Ambonnay, Verzy, Verzenay, Mailly-Champagne, Beaumont-sur-Vesle, Sillery e Puisieulx (Montagne de Reims); Aÿ e Tours-sur-Marne (Vallée de la Marne); Oiry, Chouilly, Cramant, Avize, Oger e Mesnil-sur-Oger (Côte des Blancs).

Champagne-Cantine-011

Lo Champagne è prodotto con un vino base, detto cuvée, composto da diversi vini provenienti da diverse annate, oppure da vini diversi della stessa annata per i cosiddetti Millésime o Vintage. La cuvée è generalmente composta da un numero variabile di vini, che può oscillare fra i 30 e i 60. Solitamente gli Champagne sono prodotti con tutte e tre le uve ammesse dal disciplinare: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier. Gli Champagne esclusivamente prodotti con Chardonnay sono definiti Blanc de Blancs (Bianco da Bianchi); quelli prodotti esclusivamente con uve a bacca rossa, cioè Pinot Nero e Pinot Meunier, da soli oppure insieme, sono definiti Blanc de Noirs (Bianco da Neri). Una menzione speciale spetta ai Champagne Rosé, in genere più costosi dei bianchi, il loro colore è ottenuto dalla presenza di una parte di uve a bacca rossa oppure con tecnica di produzione detta saignée (sanguinamento).

Tipologia bottiglie

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Tipi di Champagne

Il dosaggio è l’ultimo passaggio prima della tappatura. Questa fase prevede di aggiungere al vino una piccola parte di “liqueur de dosage”,detta anche liqueur d’expédition. Il dosage contiene in genere tra i 500 e i 750 grammi di zucchero per litro.

  • dolce, oltre 50 grammi di zucchero per litro
  • demi sec, 32-50 grammi di zucchero per litro
  • sec, 17-32 grammi di zucchero per litro
  • extra dry, 12-17 grammi di zucchero per litro
  • brut, meno di 12 grammi di zucchero per litro
  • extra brut, 0-6 grammi di zucchero per litro

Gli Champagne Brut nature, pas dosé o dosage zéro non prevedono alcun dosaggio e contengono meno di 3 grammi  di zucchero per litro.

Invitiamo tutti i Fulmini a seguire le prossime puntate dello Champagne….dove andremo a dettagliare gli abbinamenti con il cibo, la temperatura ottimale di servizio, le mitiche cantine scavate nel gesso e seguiremo le quotazioni dei principali brand nella sezione economia del vino.

To be continued…..

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